Consulenza e Valutazione

Consulenza Psicologica

Quando un disturbo o un problema interferisce con il normale svolgimento delle attività quotidiane, nelle relazioni, in famiglia, sul lavoro o negli studi, la persona in difficoltà può rivolgersi ad uno psicologo professionista. La consulenza psicologica è una attività mirata alla definizione di specifici problemi, alla presa di decisioni ad affrontare determinati momenti di crisi. Le situazioni problematiche comuni che spingono una persona a richiedere una consulenza sono:

  • Stati di ansia.
  • Difficoltà relazionali ed interpersonali.
  • Difficoltà nella comunicazione delle proprie idee ed emozioni.
  • Momenti critici come gravidanza, malattie, pensionamento, lutto.
  • Problemi di coppia.
  • Crisi o separazione di coppia.
  • Difficoltà di comunicazione e relazione con i figli.

Durante le prime fasi della consulenza psicologica è importnte condurre il paziente a porsi alcune domande:

  • Perché ho bisogno dello psicologo?
  • Quanto sono motivato al cambiamento?
  • Quali sono i miei obiettivi?

La consulenza consente allo psicologo di valutare le difficoltà del paziente e le sue risorse interiori. Una volta descritti i sintomi del disagio e ricostruita la storia personale dell’individuo, terapeuta e paziente  definiscono insieme degli obiettivi concreti e, per quanto possibile, cercano di definire i limiti di tempo entro i quali raggiungerli.

Attraverso il colloquio psicologico vengono accolti ed esplorati i vissuti, la storia e i problemi della persona, con lo scopo di individuare, all’interno della sua storia personale, i fattori intrapsichici, relazionali, familiari e biologici, che possono aver contribuito all’insorgenza del disturbo o della condizione di sofferenza lamentata.

Valutazione Psicodiagnostica

L’utilizzo dei test psicologici completa ed integra le informazioni raccolte durante i colloqui, permette la valutazione di funzioni o caratteristiche specifiche di personalità e consente di avere in tempi relativamente brevi, una conferma o disconferma delle osservazioni cliniche. La diagnosi psicologica non si limita al riconoscimento ed alla classificazione dei sintomi o all’inquadramento di una malattia ma, tenendo conto della complessità e dell’unicità di ogni individuo, si propone di giungere ad una comprensione psicologica che passa necessariamente attraverso la condivisione emotiva e cognitiva di aspetti profondi di sé.

Il processo diagnostico si struttura, inoltre, in funzione della sua finalità. All’interno di un contesto clinico la diagnosi funge da guida e da criterio pragmatico sulla fattibilità del trattamento e si configura come proposta di un progetto terapeutico: approfondendo la conoscenza relativa alle proprie caratteristiche personali, relazionali e contestuali, il paziente è posto nella condizione di prendere autonomamente delle decisioni e operare delle scelte che facilitino la realizzazione dei propri bisogni e delle proprie aspirazioni.

La diagnosi non è “un’etichetta” che si appone al paziente, ma una descrizione dinamica di una modalità di funzionamento, sempre passibile di cambiamento nel tempo.

La valutazione psicodiagnostica permette una valutazione globale del funzionamento di una persona e può essere richiesta, inoltre, in ambito forense per accertare le condizioni psichiche all’interno di procedimenti giuridici, civili e penali.

 

 

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