Sintomi

La sofferenza psicologica è uno stato di malessere soggettivo che si sperimenta in una ampia varietà di contesti e situazioni. Quando dobbiamo affrontare un esame proviamo ansia, quando qualcuno ci fa un torto ci arrabbiamo, quando la nostra squadra del cuore perde ci sentiamo tristi. Si può parlare in questi casi di sofferenza psicologica? Certo: stiamo vivendo emozioni negative che generano una condizione di temporaneo malessere soggettivo. La sofferenza è una componente fondamentale dell’esistenza dell’essere umano. Grazie ad essa ci rendiamo conto che qualcosa nella vita non va, che stiamo fallendo il raggiungimento di uno scopo (ad esempio, un esame particolarmente difficile genera ansia poiché minaccia lo scopo di raggiungere la laurea) e che è necessario apportare un cambiamento di rotta (studiare di più per poter superare l’esame). Chi non provasse mai sofferenza mancherebbe di una straordinaria bussola per orientarsi nel labirinto della vita.

Quando rivolgersi ad uno specialista?

Talvolta, però,  la sofferenza non è più un alleato per raggiungere i nostri obiettivi, ma diventa un ostacolo (l’ansia, ad esempio, potrebbe diventare diventare così forte e duratura da impedire lo studio). In questo caso possiamo dire di essere in presenza di un disturbo sintomatico ed è probabilmente il momento di rivolgersi ad uno psicoterapeuta. I disturbi sintomatici più comuni includono le seguenti sfere di interesse:

Ansia e Fobie

Depressione

Stress

Disturbi Alimentari

Sonno

Sessualità

Trattamento

L’intervento cognitivo-comportamentale ha l’obiettivo di mettere la persona in condizione di vivere senza essere sopraffatta dalla sofferenza e, soprattutto, di raggiungere un’autonomia tale da non dover ricorrere, costantemente o periodicamente, a professionisti per farmaci o consulenze psicologiche. In quest’ottica, la terapia cognitivo-comportamentale permette alla persona di:

  1. acquisire informazioni sul proprio disturbo;
  2. capire le proprie modalità di funzionamento psicologico;
  3. comprendere quali sono i circoli viziosi che mantengono la sofferenza e impediscono il benessere;
  4. imparare ad utilizzare tecniche concrete, da impiegare nella vita di tutti i giorni, per gestire in autonomia i momenti di malessere.

Ogni percorso inoltre prevede una forte attenzione alla relazione terapeutica. Il primo e delicato compito del terapeuta è di costruire una solida alleanza,  grazie alla quale è possibile individuare la radice della sofferenza e promuovere il benessere del paziente.

 

Torna su