Presentazione

La sofferenza psicologica è uno stato di malessere soggettivo che si sperimenta in una ampia varietà di contesti e situazioni. Quando dobbiamo affrontare un esame proviamo ansia, quando qualcuno ci fa un torto ci arrabbiamo, quando la nostra squadra del cuore perde ci sentiamo tristi. Si può parlare in questi casi di sofferenza psicologica? Certo: stiamo vivendo emozioni negative che generano una condizione di temporaneo malessere soggettivo. Non ci rivolgiamo, però, a uno specialista perché non tutta la sofferenza psichica, infatti, è patologica. La sofferenza è una componente fondamentale dell’esistenza dell’essere umano. Grazie ad essa ci rendiamo conto che qualcosa nella vita non va, che stiamo fallendo il raggiungimento di uno scopo (ad esempio, un esame particolarmente difficile genera ansia poiché minaccia lo scopo di raggiungere la laurea) e che è necessario apportare un cambiamento di rotta (studiare di più per poter superare l’esame). Chi non provasse mai sofferenza mancherebbe di una straordinaria bussola per orientarsi nel labirinto della vita. Talvolta, per,  la sofferenza non è più un alleato per raggiungere i nostri obiettivi, ma diventa un ostacolo (l’ansia diventa così forte e duratura che mi impedisce di studiare). È in questi momenti, quando ci si sente prigionieri delle proprie emozioni negative, che può essere utile l’aiuto di uno psicologo. Lo psicologo è un professionista che aiuta la persona a rimettere in moto la capacità di essere i fautori del proprio benessere, capacità che non sono scomparse ma che, per svariati motivi, si sono temporaneamente bloccate. Lo psicologo è un professionista dotato di capacità di ascolto e relazionali e di un armamentario tecnico che mette a disposizione della persona sofferente affinché insieme si possano raggiungere gli obiettivi desiderati.

La sofferenza psicologica è uno stato di malessere soggettivo che si sperimenta in una ampia varietà di contesti e situazioni. Quando dobbiamo affrontare un esame proviamo ansia, quando qualcuno ci fa un torto ci arrabbiamo, quando la nostra squadra del cuore perde ci sentiamo tristi. Si può parlare in questi casi di sofferenza psicologica? Certo: stiamo vivendo emozioni negative che generano una condizione di temporaneo malessere soggettivo. Non ci rivolgiamo, però, a uno specialista perché non tutta la sofferenza psichica, infatti, è patologica. La sofferenza è una componente fondamentale dell’esistenza dell’essere umano. Grazie ad essa ci rendiamo conto che qualcosa nella vita non va, che stiamo fallendo il raggiungimento di uno scopo (ad esempio, un esame particolarmente difficile genera ansia poiché minaccia lo scopo di raggiungere la laurea) e che è necessario apportare un cambiamento di rotta (studiare di più per poter superare l’esame). Chi non provasse mai sofferenza mancherebbe di una straordinaria bussola per orientarsi nel labirinto della vita. Talvolta, per,  la sofferenza non è più un alleato per raggiungere i nostri obiettivi, ma diventa un ostacolo (l’ansia diventa così forte e duratura che mi impedisce di studiare). È in questi momenti, quando ci si sente prigionieri delle proprie emozioni negative, che può essere utile l’aiuto di uno psicologo. Lo psicologo è un professionista che aiuta la persona a rimettere in moto la capacità di essere i fautori del proprio benessere, capacità che non sono scomparse ma che, per svariati motivi, si sono temporaneamente bloccate. Lo psicologo è un professionista dotato di capacità di ascolto e relazionali e di un armamentario tecnico che mette a disposizione della persona sofferente affinché insieme si possano raggiungere gli obiettivi desiderati.

L’intervento basato sull’orientamento cognitivo-comportamentale ha l’obiettivo di mettere la persona in condizione di vivere senza essere sopraffatta dalla sofferenza e, soprattutto, di raggiungere un’autonomia tale da non dover ricorrere, costantemente o periodicamente, a professionisti per farmaci o consulenze psicologiche. In quest’ottica, la terapia cognitivo-comportamentale permette alla persona di:

  1. acquisire informazioni sul proprio disturbo;
  2. capire le proprie modalità di funzionamento psicologico;
  3. comprendere quali sono i circoli viziosi che mantengono la sofferenza e impediscono il benessere;
  4. imparare ad utilizzare tecniche concrete, da impiegare nella vita di tutti i giorni, per gestire in autonomia i momenti di malessere.

 

In questo modo, puoi realmente diventare il terapeuta di te stesso.

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